Domenica 15 marzo, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, Manfredonia si unisce all’Italia intera per accendere i riflettori su una delle patologie più silenziose e sottovalutate del nostro tempo: i disturbi del comportamento alimentare (DCA). Domenica mattina, alle ore 11, presso la Villa Comunale (lato Tommasino), verrà inaugurata una panchina lilla, simbolo di vicinanza, ascolto e consapevolezza. Non si tratta semplicemente di un elemento d’arredo urbano: quella panchina vuole essere un invito alla città a fermarsi, a guardare oltre le apparenze e a ricordare che dietro ogni disturbo alimentare ci sono persone reali, con le loro fragilità, le loro storie e i loro percorsi di guarigione, che meritano rispetto, cura e comprensione. All’inaugurazione interverranno figure istituzionali e professionali di primo piano: Padre Franco Moscone, Arcivescovo della Diocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo; il Sindaco di Manfredonia, dott. Domenico La Marca; l’Assessora alla Cultura, dott.ssa Maria Teresa Valente; e la dott.ssa Paola Guerra, Biologo Nutrizionista, voce attiva dell’associazione “Mi Nutro di Vita”, che con dedizione e sensibilità porta avanti ogni giorno una preziosa opera di informazione e supporto alle famiglie toccate da queste difficili problematiche. A chiudere la mattinata, un momento toccante: il piccolo Francesco Barbone leggerà la poesia dell’insegnante Michela Lombardi, dal titolo “La luce oltre il buio più buio”, parole che racchiudono speranza e coraggio per chi sta affrontando un cammino difficile. Per rendere ancora più visibile il messaggio, nella serata la facciata di Palazzo San Domenico e l’ulivo di Piazza Marconi si tingeranno di lilla, il colore simbolo della Giornata Nazionale, trasformando la città stessa in un segno di solidarietà collettiva. I disturbi del comportamento alimentare — anoressia, bulimia, binge eating e molte altre forme correlate — colpiscono ogni anno migliaia di persone in Italia, spesso in modo invisibile, consumandosi nel silenzio delle famiglie e nell’isolamento di chi ne soffre. Iniziative come questa non sono solo cerimonie: sono atti politici e civili, capaci di abbattere lo stigma e aprire spazi di dialogo là dove spesso regna la vergogna o l’incomprensione.
La cittadinanza è invitata a partecipare e a fare di quel momento una testimonianza corale di attenzione verso chi ha bisogno di sentirsi meno solo.
