I voti contrari al referendum costituzionale per la riforma della magistratura hanno prevalso con il 53,7 per cento dei consensi contro il 46,3 per cento dei favorevoli (con il voto al’estero il No ha vinto di 6,4 punti sul Sì al referendum costituzionale: i voti favorevoli sono stati il 46,8% nel totale Italia+estero, mentre quelli contrari il 53,2%, ndr), con un’affluenza finale del 58,9 per cento. Con questo voto quindi la Costituzione rimane così com’è e la riforma voluta dalla presidente del Consiglio Giorgio Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio non è passata.
I risultati per regione
A livello regionale, il No ha vinto in 17 regioni su 20. Le uniche tre in cui ha prevalso il Sì sono state il Veneto (58,4 per cento), il Friuli-Venezia Giulia (54,5 per cento) e la Lombardia (53,7 per cento, ma a Milano vince il No). Il No è andato meglio in Campania, dove ha raggiunto il 65,3 per cento, seguita dalla Sicilia (61 per cento) e dalla Basilicata (60 per cento). Tra le regioni del Centro, in Toscana il No ha registrato il 58,1 per cento, mentre in Emilia-Romagna il 57,2 per cento. Risultati più equilibrati si sono osservati in Trentino-Alto Adige, dove il No ha prevalso con il 50,7 per cento, in Umbria (51,7 per cento), in Abruzzo e in Valle d’Aosta (entrambe al 51,8 per cento).
Il dato sulle province
A livello provinciale, il No ha vinto in 72 province su 110. La provincia dove il Sì è andato meglio è stata Sondrio, con il 62,9 per cento, seguita da Verona (62 per cento), Treviso (60,4 per cento), Bergamo (60,1 per cento), Vicenza e Rovigo (59,6 per cento) e Brescia (59,5 per cento). Il Sì ha prevalso nettamente anche a Padova, con il 55,8 per cento, e a Venezia con il 53,7 per cento.
La provincia con la percentuale più alta di No è stata invece Napoli, dove i voti contrari hanno raggiunto il 71,5 per cento, il dato più alto in Italia. Percentuali molto elevate per il No si sono registrate anche a Palermo (65,1 per cento), Firenze (65 per cento), Bologna (63,5 per cento) e Genova (61,2 per cento).
Tra le altre grandi province, il No ha prevalso nettamente a Torino (59,7 per cento), Roma (57,5 per cento) e Bari (60,2 per cento), mentre a Milano il margine è stato più contenuto, con il No al 53,7 per cento. In controtendenza rispetto al resto del Mezzogiorno, a Reggio Calabria il Sì ha ottenuto il 53,1 per cento. Tra le province più in bilico, a Isernia il Sì si è fermato al 49,5 per cento, mentre a Fermo e Ferrara ha prevalso di misura, appena sopra il 50 per cento.
L’affluenza finale
L’affluenza ha superato il 60 per cento in undici regioni. L’affluenza più alta si è registrata in Emilia-Romagna con il 66,7 per cento, seguita dalla Toscana con il 66,3 per cento, dall’Umbria con il 65,1 per cento. Più indietro ci sono le Marche e la Lombardia con il 63,8 per cento, e il Veneto con il 63,5 per cento. In Piemonte l’affluenza è stata del 62,6 per cento, in Liguria del 62,2 per cento, nel Lazio e in Friuli-Venezia Giulia del 61,7 per cento, mentre in Abruzzo del 60,5 per cento. L’affluenza non ha superato il 50 per cento soltanto in due regioni: la Sicilia, dove si è fermata al 46,1 per cento, e la Calabria, con il 48,4 per cento. Tra le regioni con la partecipazione più bassa, ma comunque sopra la soglia del 50 per cento, ci sono la Campania (50,4 per cento), la Puglia (52 per cento), il Trentino-Alto Adige (52,5 per cento), la Sardegna (52,9 per cento) e la Basilicata (53,3 per cento).
A livello provinciale, la partecipazione più alta si è registrata a Firenze con il 69,4 per cento, seguita da Bologna (67,4 per cento) e da Modena e Siena (66,7 per cento). Tra le grandi province, a Milano ha votato il 62,4 per cento, a Genova il 62,9 per cento, a Torino il 61,5 per cento e a Roma il 59,8 per cento. All’opposto, a Napoli l’affluenza si è fermata al 48 per cento e a Palermo al 43,7 per cento.
Campania record
Il record di voti contrari alla riforma si tocca in Campania, con una percentuale del 65,22%. A trainare è Napoli, che porta il No sopra il 70% (71,47%). Le grandi città hanno guidato alla vittoria anche altre regioni: nel Lazio, governato dal Centrodestra, il No tocca il 54,59% mentre il Sì si ferma al 45,41%. L’affermazione arriva grazie a Roma dove il No tocca il 60,31% mentre nelle altre quattro province vince il Sì. Scenario simile in Piemonte, regione governata dal centrodestra, dove Torino (64,76% per il No) porta la regione alla percentuale del 53,50%. E in Sicilia (centrodestra), con il 60,98% che ha votato No (a Palermo al 68,94%) e il 39,02% che si è espresso per il Sì.
Graziano Sciannandrone

