Giovedì 16 Luglio 2026

NOVA: la parola all’Italia passa anche da Foggia

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Tra tutti i commenti positivi scritti su Nova, l’idea lanciata da Conte per far ripartire in questo nostro Paese una politica progressista dal basso, quello che più mi ha colpito l’ho letto sul Messaggero, storica testata liberale romana oggi diretta da un collega che stimo molto, Roberto Napoletano, un ligure esperto in economia che si è formato nel Mezzogiorno guidando testate di rango, come il Mattino dove mi feci le ossa per poi sposare il mestiere di giornalista. “Il nome sembra uscito da un laboratorio astronomico – scrive il Messaggero – una stella che esplode, cambia forma e diventa qualcosa di diverso. E in effetti è proprio questo l’obiettivo di Nova 2.0, la nuova fase che attraversa il Movimento 5 Stelle che ad un anno dalla prima sperimentazione ci riprova”. E difatti è stata una bella prova di democrazia, antica e moderna, originale come non mai. Mi ha lasciato la di riportarmi indietro, ai tempi della Fuci, quando ci riunivamo e ognuno diceva la sua per poi camminare tutti insieme con un’idea condivisa, scritta da tante mani. Nova è stata un’idea di grande pregio politico: pensate, oltre 15 mila adesioni. E dire che il 43% dei partecipanti non risultava iscritto al Movimento. Anch’io ho preso parte in quest’iniziativa, prima a Roma nella fase formativa poi a Foggia, nel team organizzativo messo su dall’europarlamentare Mario Furore. Con me c’erano delle persone straordinarie: Giovanni Buononato e Gianluca Totaro con Rosanna Paglialonga e Virginia Petrosillo e poi un mare di gente nel padiglione della Fiera di Foggia. Più che una piattaforma di partito, l’iniziativa ha impiantato un vero cantiere politico: un luogo di lavoro che ha elaborato proposte e linee programmatiche da portare nel confronto con le altre forze del campo progressista, in vista delle politiche del 2027. Per Giuseppe Conte, però, è anche un ritorno tra i suoi con il suo stile di sempre per provocare un processo d’ascolto e di partecipazione e cercare di costruire dal basso il programma di governo in vista delle politiche. Anche Foggia ha avuto il suo laboratorio. Non è stata un’assise chiusa ma un luogo aperto per un confronto tematico sulle idee. L’obiettivo del professore è chiaro: raccogliere le istanze della base che si riconosce nei valori riformisti, soprattutto non iscritti al Movimento, creando un terreno per un dialogo fecondo di novità. La sostanza l’ha spiegata molto bene Mario Furore: “prima è necessario quel processo di apertura agli attivisti con il coinvolgimento della società civile”. Questo significa per Giuseppe Conte trasformare le proposte in un capitale politico da spendere al tavolo delle alleanze con gli altri leader del campo progressista. Il lavoro di analisi ora continua. Il 20 e il 27 giugno saranno i 300 partecipanti selezionati tra portavoce eletti, coordinatori, iscritti ed esterni coinvolti negli open space saranno chiamati a confrontarsi in un processo di discussione guidata. Anche questa sarà una platea costruita con criteri di equilibrio per età, genere e distribuzione territoriale, con l’obiettivo di arrivare a una bozza di programma da sottoporre poi all’intera comunità pentastellata. Il passaggio finale sarà pubblico: un’assemblea sul finire dell’estate, forse nel mese di settembre, a Roma o a Milano, aperta a cittadine e cittadini per chiudere il cerchio. La parola all’Italia per guardare dentro il Paese. Questo il senso di Nova. Una parola libera, magari un tantino selvaggia perché poi le parole possono anche essere, come suggeriva John Maynard Keynes, l’assalto del pensiero sull’impensato.

di Micky dè Finis

Il team che ha guidato Nova a Foggia. Da sinistra Giovanni Buononato, Micky de finis, Gianluca Totaro, Virginia Petrosillo, Mario Furore e Rosanna Paglialonga

Articolo presente in:
News · Venti ed Eventi

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