Le decisioni urbanistiche, il più delle volte, condizionano irreparabilmente l’ambiente in cui viviamo influenzando l’economia locale, la vivibilità dei luoghi e di chi ci vive. Nel luglio del 2009 l’amministrazione comunale di Manfredonia dell’epoca, fece elaborare un progetto di riqualificazione del fronte mare sud della città per risolvere diversi disagi causati dalle scelte del passato, appunto. Progetto pagato e mai realizzato per questioni di “prepotenza politica”. E le scelte spesso, spessissimo, sono l’effetto di interessi di persone che usano la politica per trarre interessi personali a discapito della collettività. Usando un esempio un po’ forte, potremmo paragonare a ciò che è stato a Manfredonia con l’attività politica di Mussolini e il regime fascista che ha promosso grandi opere pubbliche – bonifiche, strade, edifici pubblici, infrastrutture – molte delle quali esistono e funzionano ancora oggi. I leader non compiono mai le loro grandi opere e malefatte da soli, si avvalgono di supporter che operano nel sociale e che cercano di portare a compimento. Queste opere avevano anche una funzione propagandistica, per dimostrare l’efficienza e la forza dello Stato fascista. Dall’altro lato le scelte politiche, ideologiche e militari del fascismo hanno avuto conseguenze devastanti: soppressione della libertà e della democrazia, Leggi razziali lel 1938, hanno escluso gli ebrei dalla vita pubblica, scolastica, professionale (e su questo argomento potremmo aprire un altro capitolo), ingresso in guerra al fianco della Germania nazista, con milioni di morti e distruzioni, persecuzioni politiche contro dissidenti, comunisti, socialisti, anarchici, complicità con i crimini del nazismo, inclusa la deportazione di ebrei italiani. È vero che alcune opere pubbliche del fascismo sono ancora utili, ma il costo umano, sociale e morale delle sue politiche è stato altissimo. Il regime ha “costruito” sul piano materiale, ma ha distrutto il tessuto democratico e il futuro di intere generazioni, trascinando l’Italia in una delle pagine più buie della sua storia. Abbiamo usato un esempio un po forte, per certi versi estremo, ma è un po quello che è successo a Manfredonia. Prima tutti amici, cercando un’equa spartizione dell’elettorato: Ase, Ospedale, Gestione Tributi, Opere Pubbliche, ecc. poi si rompe la giostra a causa della Gestione Tributi, società privata che guadagnava sulle tasse della città (tasse che dovevano garantire i servizi alla città)…
E’ la storia che conosciamo tutti e che non dobbiamo permettere che si ripeta.
Oggi i presupposti ci sono tutti sulla gestione delle lottizzazioni, in particolar modo sulla rielaborazione progettuale del fronte mare che dovrebbe dare respiro agli spazi pubblici più che all’edilizia privata. Sull’area da un decennio, se non più, c’è chi lavora per realizzare ciò che potrebbe non essere di pubblica utilità.
Ripropongo un articolo scritto il 22 maggio 2020 dove raccontavo le vicissitudini dell’epoca, preludio di ciò che si sta per concretizzare oggi.
Progetto “fronte mare” una delle tante opportunità perse per il futuro di Manfredonia
Gli amici di Siponto.blogspot raccontarono bene il giorno della presentazione del progetto fronte mare nel luglio del 2009.
https://siponto.blogspot.com/2009/07/presentazione-del-fronte-mare-siponto.html
