Sabato 5 Dicembre 2020

Progetto “fronte mare” una delle tante opportunità perse per il futuro di Manfredonia

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Il Comune di Manfredonia, con delibera di Giunta del 28.12.2007, stanziò e pagò, €100.000,00 euro, per l’affidamento del Progetto denominato “Formazione del PUG e piani attuativi” con l’obiettivo di predisporre il Piano “Fronte mare CB6- CB7”. Un progetto ormai pressoché inutilizzabile che giace in un cassetto di Palazzo San Domenico. Sindaco Paolo Campo bis. Con la proposta a bando pubblico della redazione del Piano “Fronte mare”, l’Amministrazione Comunale dell’epoca si pose come obiettivo prioritario, quello del miglioramento della vivibilità̀ sociale dell’area che va da Siponto a Piazza Marconi. L’idea era di dotare queste aree, non centrali, di servizi al turismo legate alle attività̀ balneari del litorale che porta a Siponto, perseguendo verso il riordino delle aree dismesse della “stazione centrale” e da dismettere “stazione campagna”, verificando, altresì, la fattibilità dell’arretramento della stazione ferroviaria fino a Siponto. Il bando verrà vinto dallo studio Behnisch Architekten di Stoccarda e Gehl Architects di Copenhagen in associazione con lo studio romano Mtstudio architetti Matteo Clemente e Tommaso Empler. Grandi conoscitori ed esperti di spazi urbani e sostenibilità ambientale. Con questo progetto nasce il famoso “Treno Tram”, progetto oggi snaturato rispetto alla sua originale idea, la cui anima solitaria e silenziosa, è ferma alla Stazione Ovest (vicino gli Ipogei Capparelli). Tra il 2005/2006 partono una serie di strumenti progettuali per poter arrivare alla redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale) che avrà la finalità di sostituire il Piano Regolatore Generale. Nel progetto, il treno doveva arrivare a Siponto e si trasformava in tram su delle rotaie che immesse nell’asfalto, avrebbero dovuto dare la possibilità a tutti i manfredoniani di riappropriarsi di quel tratto di ferrovia che oggi divide via Giuseppe di Vittorio e il lungomare del Sole di Siponto. Il progetto prevedeva una serie di attraversamenti pedonali e veicolari, come quello importante per l’accesso al nascente porto turistico “Marina del Gargano” cantierizzato nel 2008 ed inaugurato nel luglio del 2013. Si sarebbe abbattuto il ponte incompiuto tra via Giuseppe di Vittorio ed il lungomare di Siponto. Il progetto prevedeva anche oltre 3 ettari di verde (circa 33.000 mq), ovvero 8.000 in più della pineta di Siponto, grande polmone verde della città, che ne conta 25.000. Alberi sui viali, la risistemazione del canalone San Lazzaro (di fianco al distributore Mafrolla), dove le pareti, sarebbero state ricoperte di alberi e siepi. Strade ampie fino a 9 metri, a differenza del resto di Manfredonia, con 7.000 mq di parcheggi distribuiti lungo il percorso, in modo da nascondersi tra alberi, edifici e rendere il tutto più armonioso. Il tram sarebbe arrivato fino all’inizio di corso Manfredi, ripristinando la vecchia fermata del treno di Piazza Marconi, per poi tornare indietro. Una nuova strada pedonale, ricca di verde, piste ciclabili e attrattive per tutti i cittadini, come parchi giochi e quant’altro. Un vero sogno per lo sviluppo funzionale ed economico del capoluogo del golfo del Gargano. In ballo c’erano tra i 20 ed i 22 milioni di euro di stanziamenti pubblici, soldi che la Regione Puglia ha pensato di spendere altrove, vista la distrazione futura. Nel frattempo, nei primi mesi del 2008 viene approvato il progetto dei frangiflutti di fronte l’Hotel Panorama del Golfo, ideato per proteggere il lungomare dalle mareggiate. I lavori partiranno a luglio 2008. Si spenderanno, inutilmente, 1 milione e 800 mila euro provenienti dalla Regione Puglia. Progetto superato e improduttivo alla luce del prossimo avvio dei lavori del vicino porto turistico. Partono anche i lavori delle piste ciclabili nell’abitato di Siponto. A febbraio 2009 si stipulò il contratto e a maggio i lavori saranno quasi terminati. Altri 600 mila euro buttati dalla finestra, finanziati con i Por della Regione Puglia. Piste inutilizzabili e mal realizzate, e per questo il contenzioso giudiziario tra Comune e l’impresa appaltatrice è ancora in corso. Gli immobili ferroviari dismessi e quelli dell’ex consorzio agrario, sarebbero stati ripensati con edilizia privata e commerciale di massimo 2 piani per edificio in modo da ricreare un proseguo con lo stile caratteristico del borgo di Siponto. Un progetto, quello del fronte mare, che nei successivi 5 anni, “avrebbe” cercato la soluzione migliore per la realizzazione del treno-tram e la riqualificazione dell’area, strategica per lo sviluppo turistico della città. Il progetto viene presentato al pubblico, nell’aula consiliare del comune il 9 luglio 2009. Assessore a lavori pubblici e vice Sindaco l’avvocato Franco la Torre, che, per accordi di partito doveva essere il nuovo candidato sindaco del centro-sinistra alle prossime imminenti elezioni. Qualcuno imporrà la sua candidatura che andrà in porto. Il 28 e 29 marzo 2010 ci saranno le elezioni comunali, voterà il 97,22% della popolazione di Manfredonia avente diritto. La città è drogata e galvanizzata da tutti quei progetti che poi si riveleranno fumo e disastro. Vincerà con il 71,80% il progetto “Il bello viene ora” che staccherà la spina al programma di riqualificazione fronte mare, facendo fallire la riconnessione della città al mare ed il Piano Urbanistico della Mobilità. Oggi tutti gli stabili di proprietà delle ferrovie delle Stato in zona stazione campagna sono stati venduti a privati così come i 5000 mq di magazzini dell’ex Consorzio Agrario Provinciale di Foggia, fallito nel 1994 (di fronte alla Chiesa di Sant’Andrea a Siponto), da qualche giorno ceduti all’asta per meno di 1 milione e mezzo di euro a privato che se li è aggiudicati. Aree che se nelle diponibilità del Comune avrebbero potuto cambiare il volto della nostra città senza subire condizionamenti che inevitabilmente i privati metteranno in campo oggi. Scempi su scempi, un fallimento dietro l’altro. La città non può continuare a stare a guardare e dimenticare, tutto ciò che poteva e doveva essere rimanendo lì dove ci troviamo oggi, nel baratro assoluto e non per colpa della pandemia.

di Raffaele di Sabato

Area stazione ferroviaria fronte mare Manfredonia

Area ex Consorzio Agrario Manfredonia

IL PONTE DEI SOSPIRI Manfredonia-Siponto

Il ponte “dei sospiri” che doveva unire Manfredonia a Siponto

Redazione R.
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