Sabato 18 Maggio 2024

Il sistema dei trasporti vulnus dello sviluppo della Capitanata

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Aeroporto, porto, treno-tram, metrò, treno del Gargano

Il sistema dei trasporti nella Capitanata rappresenta uno dei nodi dolenti nei cui confronti poco o niente è stato fatto che incidesse concretamente a scioglierne le criticità. Il caso dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia è quanto mai emblematico di un modo di fare improduttivo di risultati utili. E che dire del porto di Manfredonia, scaduto, tanto per il movimento mercantile quanto per quello passeggeri, ai minimi termini nel primo caso, completamente a zero nel secondo. Per non parlare dei collegamenti ferroviari e non ci riferiamo a quelli cosiddetti ad alta velocità. In qualche modo si salvano le autostrade ma solo perché ci corrono nei paraggi. Insomma: la mobilità, quella riferita quanto meno ai centri nevralgici della provincia, è tutta da inventare. Una situazione incresciosa che penalizza fortemente lo sviluppo della Capitanata nelle sue variegate potenzialità, che pare comincia ad avere qualche scossone significativo, almeno nel settore aeroportuale. Ad aprire uno spiraglio incoraggiante in una situazione stagnante, ci ha pensato l’attivismo del neo-presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca. Una decisa azione di chiarimento che pare stia dando dei risultati promettenti. ferrovie del garganoQualcosa si sta muovendo. Nel contesto della problematica è stato coinvolto anche l’aeroporto militare di Amendola per il quale è intervenuto in senso costruttivo, il Ministro della difesa, il garganico Mario Mauro, che si è detto favorevole per un utilizzo di quella grande struttura aeroportuale a mezza strada tra Foggia e Manfredonia, quanto meno per i voli charter. La situazione è indubbiamente complessa. Le soluzioni possibili stanno nella mani del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, che dovrà tra l’altro sciogliere pregiudizialmente l’handicap della esclusione del Gino Lisa dal sistema degli aeroporti nazionali. E ancor più nelle mani dello stesso Ministro Lupi sta il destino del porto di Manfredonia. Una situazione questa al limite del paradosso. E’ infatti una super struttura dotata di un bacino “storico” e di uno “industriale” ad alti fondali, vie di comunicazioni (ferrovia e strade) autonome, grande area retro portuale e via dicendo, ha anche una sua Autorità portuale, eppure rimane lì praticamente inutilizzato, come attestano i numeri del traffico navi. Del settore passeggeri non ne parliamo nemmeno. Ha perso e da tempo la sua tradizionale prerogativa di scalo per il Gargano e le Isole Tremiti. Quello passeggeri avrebbe dovuto essere il grande business dell’Autorità portuale. In tutti questi anni non si è però visto una nave passeggeri (a parte una sola apparizione per opera dell’agenzia Galli). Da anni si sventola la costruzione di un terminal per il quale ci sono i fondi ma è ancora nella fase dello studio di fattibilità. Stessa sorte per altre opere riguardanti in ogni caso il porto commerciale o peschereccio. Le prospettive del porto di Manfredonia, unico sbocco attrezzato della Capitanata, sono confinate nelle pieghe della riforma portuale all’esame del parlamento. Stando alle linee guida annunciate dal Ministro Lupi, il settore dovrà essere organizzato in distretti logistici nei quali confluiranno i porti omogenei. Per la Puglia è previsto un unico distretto con una autority regionale. Il settore portuale, aereo e marittimo, è in grande fermento sulla spinta dell’Europa e soprattutto del mercato internazionale che determina scelte e programmi. Rimanere fuori da queste strategie, significa rimanere esclusi dal progresso non solo economico. E se per l’aeroporto Lisa l’intraprendenza del 43 enne Porreca induce a guardare con fiducia all’evolvere di quella struttura, non parimenti si può ritenere per il porto di Manfredonia  finito nelle sabbie mobili di una concezione utilitaristica della governance ancorchè priva dei necessari requisiti tecnici. Il danno accumulato in questi otto anni di amministrazione bi-commissariale dell’AP è notevolissimo e non potrà non ripercuotersi sull’avvenire. Aeroporto e porto sono due pedine fondamentali nello scacchiere economico della Capitanata. Ad essi è affidata la possibilità di agevolare l’attrazione oltre che dei traffici mercantili, dei considerevoli flussi di turisti che in misura calcolata in milioni di unità, si riverseranno verso quelle mete che offriranno standard di accoglienza migliori. Aeroporto e porto sono peraltro i capisaldi di un sistema di mobilità che presenta straordinari e affascinati margini di completamento. Si pensi al treno-tram Foggia-Manfredonia, ma anche a quel metrò del mare pensato ma colpevolmente fatto abortire, e al treno delle Ferrovie del Gargano che da Foggia si insinua nel promontorio lungo la costa settentrionale arrivando fino a San Menaio. Con un impeto di lungimiranza, si potrebbe far proseguire fino a Manfredonia. Si chiuderebbe un fantastico cerchio dei trasporti dalle forse non del tutto immaginate ricadute sociali. Per realizzarlo non occorrono magie ma solo volontà concrete e lungimiranti di uomini  capaci e consapevoli di avere una grande ricchezza da valorizzare.

Michele Apollonio

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Commenti

  • Sono d’accordo sul tema di implementare le infrastrutture di trasporto per lo “sviluppo della Capitanata” e il progresso turistico. Come turista e conoscendo Manfredonia trovo sempre difficile la mancanza di un sistema ferroviario, e altro, che sia adeguato a facilitare lumsp@le esigenze dei viaggiatori.

    Anonimo 22/03/2014 3:03 Rispondi
  • Questo è un articolo che dal proprio titolo dice già tutto !
    Perchè non si svolgono indagini giornalistiche per individuare ci nel tempo non ha permesso quanto progettato e furono spesi notevoli risorse pubbliche, che solo in un certo contesto, quale è il meridione, poteva trovare terreno fertile come è successo anche e non solo per la emblematica cronistoria della strada Salerno – Reggio Calabria ed altre.

    semprevigile 22/02/2014 19:56 Rispondi

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