Domenica 23 Giugno 2024

La politica generativa di Guglielmo Minervini

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La nostra generazione non crede più nella politica. Per questa ragione andare alla presentazione del volume, La politica generativa, organizzato dal CREI (Centro Risorse per l’Educazione Interculturale) di Manfredonia per il “Maggio di Cultura Cristiana”, e incontrare l’Autore Guglielmo Minervini, è sembrato a noi che scriviamo un modo per accondiscendere ai numerosi inviti ricevuti, piuttosto che un reale interesse. Ma, quella che si prospettava una noiosa conferenza, si è rivelata una vera scoperta. Per chi non lo conosca, Guglielmo Minervini è consigliere regionale della Puglia, ed è stato sindaco di Molfetta e assessore nei governi Vendola. Per inquadrare meglio il personaggio, ci preme dire che tra le numerose politiche pubbliche innovative che ha introdotto c’è anche “Bollenti spiriti”, ovvero il programma per le politiche giovanili della regione Puglia, che ci ha dato la possibilità di trasformare il vecchio Mercato ittico nel “LUC Peppino Impastato”. La “politica generativa” di cui Minervini parla nel suo piccolo ma sostanzioso libro è una politica che si oppone completamente alla vecchia, ribaltandone usi e metodi, mettendo al centro il cittadino, trasformandolo da spettatore inerme a protagonista attivo. Dobbiamo convincerci che il periodo di crisi che stiamo attraversando, non è passeggero. I comuni hanno sempre meno risorse, e quello che una volta era il compito del sindaco, ascoltare i cittadini e risolvere i problemi, è più difficile. Per sopravvivere e andare avanti è necessario che venga riscoperto il senso di comunità. “Infatti – dice Minervini – è proprio in periodo di crisi che i cittadini sono chiamati a impegnarsi. Politica generativa vuol dire che io politico mi affido a persone competenti facendo in modo che le risorse generino altre risorse. È necessario liberare le energie, tirare fuori le competenze di ognuno di noi. I giovani cittadini devono essere una leva per risollevare le sorti di un paese e le istituzioni devono collaborare con i cittadini. La politica non deve più gestire il potere, ma fungere da facilitatrice, da server della società. Ciascuno di noi può essere protagonista del cambiamento da attuare nella società. La politica come rete di scambi in cui la società si organizza per tornare alla centralità della persona è la premessa per un messaggio di speranza per il futuro”. Questo libro nasce dalla trincea, da anni di politica, rispetto a una politica che “gattopardescamente” continua a fare i propri interessi. Le forme di cambiamento che vengono dal basso spesso cozzano con il potere e si bloccano. Persino Papa Francesco, nella sua Evangelii Gaudium, ha esortato i politici a “privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti”. La Puglia ha scoperto il suo potenziale. Non è un caso che si sia affermata come una delle regioni più visitate dai turisti. Quindi alla politica assistenziale dovrebbe sostituirsi una politica generativa che le dia la possibilità di mettere in circolo “monete pregiate come fiducia, responsabilità, conoscenze, competenze, tempo, passione di cui ciascuno è portatore in quanto persona, in quanto cittadino”. Dunque se è vero che si può osservare la politica senza trasformarsi, fare politica senza trasformarsi è praticamente impossibile. Perciò si consiglia vivamente la lettura di questo libro a tutti coloro che si sentono comodi sulle loro poltrone. Non tanto per noi, che tanto giovani non siamo più, ma per dare speranza nel futuro, e nella politica, ai nostri e magari anche ai loro figli.

Mariantonietta Di Sabato

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