Lunedì 21 Giugno 2021

L’insegnamento di Cicerone sulla movida

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“Habemus senatus consultum in te, Catilina […], non deest rei publicae consilium neque auctoritas huius ordinis; nos, nos, dico aperte, consules desumus (Abbiamo un senatoconsulto contro di te, o Catilina, non manca allo Stato il consiglio e l’autorevolezza di questo ordine; noi, noi, lo dico apertamente, noi consoli manchiamo).” Questo passo della I° Catilinaria di Cicerone esprime al meglio come spesso più che i mezzi manchino gli uomini, e la volontà, per risolvere i problemi più disparati; un pensiero riscontrabile anche nel comunicato di protesta di un gruppo di cittadini adirati, specie con l’ass. Zammarano, per via delle violazioni della quiete e del decoro pubblico con emissione di musica ed occupazione di suolo oltre i limiti di legge, da parte di vari esercenti locali. Come del resto non essere d’accordo? Se vi sono leggi atte a regolamentare la vita dei locali di intrattenimento e se queste vengono disattese, la colpa ricadrà su chi non avrà sanzionato i trasgressori. Tuttavia, nonostante la ribadita necessità di non separare l’esistenza di una movida dal rispetto delle norme, vi sono nel comunicato delle falle:

1)Che lo sparare musica a palla o l’ubriacarsi a bestia non sia “buona movida” è naturale. Meno l’etichettare i protagonisti di tale movida come nullafacenti sostenuti dalla paghetta dei nonni. Basta dare un’occhiata ai componenti di questo mondo per capire come non vi siano solo adolescenti ma anche numerosi over 30 i quali, non restii a fare le ore piccole, spesso hanno un lavoro, seppur precario.

2)Che una città in cui vi siano i problemi descritti non sia uno spot per il turismo è naturale. Meno l’individuare in questa movida la causa dello stato del nostro turismo. Il turista, come si legge, spende seriamente? Sì, ma specie se è forestiero e strutturato (pernotta cioè per più giorni in strutture ricettive); non se, come a Manfredonia, esso è in massima parte oriundo (tornando solo alle feste comandate e alloggiando da parenti) o giornaliero (colui che ad esempio visita la Basilica di Siponto, mangia un gelato e va via). Se manca un turismo forestiero e strutturato la colpa non è della movida locale che, fra l’altro, alimenta specie d’estate un certo, non roboante, turismo giornaliero, attraendo ragazzi di aree limitrofe.

3)Che si debbano sottolineare le deficienze dell’amministrazione è giusto oltre che naturale. Meno il non riflettere sulle nostre di deficienze. Se i ragazzi nel clima della movida si ubriacano, si drogano, il problema oltre che governativo non sarà anche sociale e familiare? Se questi distruggono beni pubblici, se gettano per strada le bottiglie bevute, il problema non nasce anche nelle mura domestiche? Magari osservando genitori che per strada, fra una macchina e l’altra o in un’aiuola, gettano i sacchi dell’immondizia? Infine permettetemi una battuta: visto che la movida locale si sviluppa nelle vie del centro, non è che qualcuno dei partecipanti alla stessa provenga da famiglie, mediamente più abbienti, residenti proprio al centro, dove senz’altro le paghette sono un po’ più generose che altrove?

Domenico Antonio Capone

Articolo presente in:
News · Piazza Duomo

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