Venerdì 1 Marzo 2024

Forzano posto di blocco a Borgo Mezzanone. Arrestate e condannate quattro persone

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Efficace il lavoro svolto dalla Polizia Locale di Manfredonia, nell’ambito dell’impegno interforze con Carabinieri e Polizia di Stato.
Sono stati resi noti, in questi giorni, i dati relativi all’attività svolta dalla Polizia Locale di Manfredonia a Borgo Mezzanone. In tre mesi di controlli e verifiche sono stati ben 496 i veicoli controllati e 56 di questi sono stati posti sotto sequestro; le sanzioni per infrazioni al codice della strada sono state 96 e per le ragioni più diverse: dalla mancata assicurazione, al sovrannumero di persone trasportate, passando per la guida senza patente oppure sprovvisti della cintura, fino a giungere al mancato rispetto dell’obbligo di fermarsi all’alt imposto dalla Polizia Locale stessa; una persona denunciata e 4, poi, coloro i quali sono stati arrestati per resistenza, oltraggio, minacce e danneggiamento di un mezzo di proprietà della Pubblica Amministrazione.

Numeri freddi, che non riescono a rendere appieno l’idea dello sforzo profuso dagli agenti di Polizia Locale sin dal 25 ottobre 2017: primo giorno nel corso del quale gli uomini del comandante Castrignano hanno condotto una complessa e soddisfacente operazione a Borgo Mezzanone, per arginare i fenomeni di illegalità protrattisi troppo a lungo nel tempo. Cifre che testimoniano i risultati sin qui conseguiti, ma che non riescono a raccontare le storie che caratterizzano la borgata. E sia ben chiaro che quando si parla di ‘borgata’ non ci si riferisce al centro abitato, bensì al complesso territorio dove essa è situata. A conforto di ciò le parole degli operatori di Polizia Locale sono chiare: “Non siamo mai stati chiamati ad intervenire per episodi che abbiano interessato la popolazione locale e, anzi, abbiamo ricevuto ringraziamenti, apprezzamenti e l’insostituibile aiuto dei cittadini che, per esempio, ci hanno mostrato sentieri, tratturi e strade di campagna, solitamente utilizzati da chi cerca di farla franca, in barba alle forze dell’ordine presenti in loco. Gli episodi violenti si consumano, solitamente, laddove vi è il campo abusivo prospiciente il C.A.R.A., perché il borgo è utilizzato come ‘terra di passaggio’: passaggio dal proprio insediamento ai campi dove vengono impiegati o, al massimo, verso la fermata dell’autobus”. La richiesta di manodopera, nelle nostre campagne, non si esaurisce più con la raccolta del pomodoro, ma ormai questi ragazzi vengono utilizzati anche per la raccolta delle olive, dei carciofi, dei finocchi, di qualunque cosa si debba raccogliere nei campi. Tornano a casa distrutti dal lavoro, sporchi di fango dalla testa ai piedi. Che sia inverno o estate, poco conta: loro ci sono sempre. Tantissimi, comunque, sono perfettamente regolari sia dal punto di vista del permesso di soggiorno, sia per quanto concerne i mezzi che utilizzano e le modalità secondo le quali ciò avviene.

L’attività della Polizia Locale di Manfredonia è iniziata in solitaria. Il 25 ottobre scorso, infatti, il Comando è intervenuto con 15 agenti che hanno svolto un’azione incisiva per contrastare le violazioni del codice della strada. In quell’occasione, come qualcuno ricorderà, vi era stato anche il tentato investimento ai danni di due agenti, culminato con l’identificazione del soggetto resosi responsabile di ciò e del deferimento presso l’Autorità giudiziaria. In quell’occasione, inoltre, fu notato con certezza che “l’apparente degrado nel quale versa Borgo Mezzanone, al contrario di quanto si possa pensare, non è dovuto solo alla presenza del C.A.R.A. e della pista di atterraggio attigua, ma è attribuibile anche alla presenza di soggetti provenienti dalle città limitrofe, il più delle volte gravati pure da precedenti penali”, spiega l’agente Matteo Panza.

L’esempio fornito dalla Polizia Locale e la richiesta avanzata dal comandante Tommaso Castrignano hanno fatto sì che, poco dopo, fosse convocato un tavolo interforze, con la regia del prefetto di Foggia. E’ stato concordato, così, in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (C.P.O.S.P.) ed in sede di Tavolo Tecnico Interforze, un preciso impegno da parte della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato. L’obiettivo è quello del controllo del territorio, che avviene anche mediante la repressione del fenomeno del caporalato e del contrasto all’immigrazione clandestina, attraverso servizi di controllo della viabilità e del rispetto della norma specifica, le cui violazioni hanno riflessi negativi sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.

Il cambio di passo è stato notevole. Non più, quindi, i soli agenti di Polizia Locale, ma al loro fianco anche le pattuglie di Carabinieri e Polizia di Stato per svolgere due servizi specifici: un primo effettuato, in costante rapporto con la centrale operativa del Comando di largo Giosafatte Mondelli, attraverso posti di blocco all’ingresso della borgata, con verifiche sia dei telai degli automezzi e sia dei vari documenti di cui occorre essere in possesso, oltre che dei dati dei passeggeri a bordo, e un secondo servizio che è relativo al pattugliamento, in direzione di Carapelle e di Trinitapoli, dell’area circostante il noto C.A.R.A. e, quindi, dell’insediamento abusivo limitrofo.

Pochi ne hanno tenuto conto ma, dopo lo sgombero del cosiddetto ‘ghetto di Rignano’, tanta gente che aveva stabilito la propria dimora lì si è riversata nella zona retrostante il C.A.R.A. di Borgo Mezzanone, acuendo maggiormente i problemi preesistenti. Non vi è divisione alcuna, infatti, tra il Centro di accoglienza e l’area dove hanno trovato alloggiamento tutti coloro che non hanno titolo ad accedervi. Non può considerarsi efficace la rete metallica che dovrebbe dividere le due zone, visto che sono tanti i punti in cui questa è stata divelta, oppure non ve n’è più traccia. In questo modo, quindi, vi è un passaggio continuo di extracomunitari da un’area all’altra, dalla legalità di un C.A.R.A. all’abusivismo di “un insediamento sorto soprattutto per l’assenza dello Stato”, come il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, ha avuto modo di riferire anche nel corso del servizio televisivo andato in onda nel programma di Michele Santoro.

La ex pista d’atterraggioè per una parte nel territorio del Comune di Manfredonia e per un’altra in quello del Comune di Foggia, ma è e resta di esclusiva competenza del Ministero della Difesa. E questa ultima realtà va evidenziata e tenuta bene a mente, visto che si vogliono attribuire responsabilità, pretestuosamente e senza una reale cognizione dei fatti, agli enti locali.

“Succede di tutto, purtroppo. E ci è capitato davvero di tutto. Quasi non si riescono a contare – racconta l’agente Alessandro Vairo – le volte in cui i conducenti di veicoli non hanno rispettato l’alt che abbiamo imposto loro e sono tanti anche gli inseguimenti che abbiamo dovuto effettuare. Proprio in queste ultime circostanze, abbiamo cercato di assicurare alla giustizia i fuggitivi tenendo sempre un occhio di riguardo ai mezzi dei quali disponiamo. Tra fughe precipitose in mezzo ai campi e tentativi di speronamento, anche nell’occasione più grave occorsa, siamo riusciti nel nostro intento”.

E’ successo, poche settimane fa, che un veicolo ha forzato il posto di blocco dove operava la nostra Polizia Locale, messasi subito al suo inseguimento. I fuggitivi hanno provato a scoraggiare gli agenti compiendo una serie di manovre ardite e pericolose, al fine di far uscire di strada il mezzo che li inseguiva. Non ci sono riusciti e, resisi conto che non avevano più molta strada da compiere, in senso letterale ma anche metaforico, hanno abbandonato il furgoncino che li trasportava e hanno provato a darsela a gambe. Il tentativo è riuscito solo in parte, visto che, nell’immediato, sono stati fermati, identificati e arrestati due di loro: giovani, ventunenni, di nazionalità gambiana. Il mezzo sul quale viaggiavano, con altri soggetti, è risultato rubato, oltre che con targa prelevata da altro mezzo a quattro ruote. Non certo una novità, visto che, come riferiscono dal Comando di Polizia Locale di Manfredonia, “Abbiamo trovato e sequestrato auto con telai punzonati, oppure completamente abrasi, ma c’è anche di peggio, semmai possa esservene: auto risultate rubate che erano state fabbricate in Germania, vendute in Romania e, infine, utilizzate in Italia con targhe estere contraffatte”.

Per completezza d’informazione, è opportuno specificare che non è andata meglio agli altri occupanti del mezzo che per ultimo, in ordine di tempo, aveva forzato un posto di blocco. I tre agenti di Polizia Locale presenti nel veicolo che li aveva inseguiti sono riusciti a bloccarne due, come detto, ma la superiorità numerica dei fuggitivi, che erano addirittura in sei, aveva avuto la meglio e, favoriti dal terreno circostante, si erano divincolati e avevano fatto perdere le proprie tracce. La ricerca di costoro non è stata particolarmente complicata, perché è bastato raggiungere l’ex pista d’atterraggio e, una volta riconosciuti i volti dei fuggitivi dagli agenti di Polizia Locale che li avevano inseguiti e fermati, si è proceduto all’arresto di altri due giovani, questa volta senegalesi, con il fondamentale ausilio dei carabinieri. Tutti e quattro i soggetti identificati sono stati già processati ed è stata comminata loro la pena detentiva di otto mesi.

“Vediamo questi ragazzi extracomunitari – la testimonianza diretta degli agenti di Polizia Locale – che vivono in un bivacco permanente che appare quasi come un paese, con attività commerciali e servizi vari, ma che in realtà è un autentico inferno, che ti costringe a vivere in condizioni disumane: cumuli di immondizia ovunque e la loro vita che vale meno di zero. Non è un modo di dire, oppure un’esagerazione, ma la pura verità dei fatti. Ci è successo anche di trovare e aiutare chi era stato malmenato o, addirittura, torturato. Occorre vedere con i propri occhi, per comprendere meglio la situazione di queste persone. E’ anche per questo motivo che, ferma restando la necessità inderogabile di ripristinare l’ordine pubblico e la sicurezza dell’intera borgata, non trascuriamo l’umanità e il rispetto che occorre nutrire verso tutti: uomini, donne, anziani, giovani, italiani, stranieri, pregiudicati, incensurati”.

“Concludo con un plauso enorme – dice il sindaco Angelo Riccardi – al comandante Tommaso Castrignano, ai nostri agenti di Polizia Locale, al prefetto Mariani e alle forze dell’ordine che stanno assicurando la propria costante presenza in un territorio dove non è affatto semplice lavorare. L’impegno interforze ci assicura, certamente, una migliore efficacia nei controlli e, di riflesso, una maggiore utilità per l’intera comunità di Borgo Mezzanone”.

 

Matteo Fidanza
Ufficio Stampa – Città di Manfredonia

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