Domenica 7 Marzo 2021

Manfredonia come Sidney. L’importanza di diventare vero mercato ittico

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Nel periodo più nero della storia economica d’Italia, in piena pandemia, dove tutti cercano di sopravvivere e reinventarsi, Manfredonia ci prova ripartendo dalla sua identità: il mare ed i porti. Immutabili e affidabili, sempre pronti a offrire soluzioni, sapendole cogliere. In questo contesto, Manfredonia commissariata, più in crisi che mai, apre il 2021 all’insegna della “Crescita Blu”: il primo atto è il passaggio della concessione demaniale del Mercato Ittico dall’Autorità di Sistema Portuale alla “Cooperativa produttori ittici” presieduto da Luigi di Nuovo che insieme al direttore Pasquale Pappalardo, nonché vice presidente nazionale di AGCI Pesca, hanno assunto la piena titolarità della struttura accollandosi l’onere di rilanciarla. Il mercato ittico del Lungomare Nazario Sauro, con la sua torre in vetro e ben 4 sale aste di oltre 600 mq. l’una, articolata in tre palazzine su cui svettano tre piani da destinare a servizi, collaudato vent’anni fa, usata pochissimo, poi clamorosamente chiusa per fallimento nel 2014, costata alla collettività oltre 9 milioni di Euro finanziati da vari fondi pubblici in più appalti funzionali, è la struttura più grande dell’Adriatico. Classificata come modernariato architettonico e facente parte integrante del front line del porto antico, si staglia nella sua potenzialità. La parola, il piano industriale, la caratterizzazione funzionale, le indicazioni strategiche sono adesso in mano ai privati che, per ora, mantengono il riserbo limitandosi a dichiarare, in seduta di stipula, che: “Noi stiamo facendo il massimo, poi i pescatori dovranno metterci del proprio”. Nel frattempo, l’ing. Antonio Gentile, progettista della struttura, ha dichiarato a ManfredoniaNews.it di avere “più volte sollecitato per iscritto le amministrazioni competenti a vigilare e adoperarsiper la manutenzione dell’infrastruttura perché il rischio è l’inservibilità totale perché il mancato utilizzo è molto più oneroso di un sottoutilizzo e in 20 anni non è stata fatta alcuna manutenzione! Sebbene il mio incarico sia concluso, sento la responsabilità professionale ed umana di mantenere viva l’attenzione sulla necessarietà di questi interventi prima dell’entrata in funzione dell’opera”. I dati relativi all’aumento del consumo di pesce in Italia e la trasformazione della marineria verso la pesca più sostenibile hanno registrato a livello nazionale un’armonizzazione dei mercati dal punto di vista infrastrutturale e dell’innovazione tecnologica innanzitutto sotto il segno della sicurezza alimentare, tracciabilità e trasparenza. Il Mercato ittico di Manfredonia si presta, per la dimensione e l’ubicazione, a diventare un’area polifunzionale dove possono fiorire iniziative economiche e culturali che valorizzino gli spazi sviluppando l’indotto e valore aggiunto sostenibile nel lungo periodo come succede per esempio a Livorno, Barcellona, Bergen, Sidney a Madrid e Rimini. Lì coesistono il mercato all’ingrosso con quello al minuto, gli impianti di trasformazione e le aree per le esposizioni culturali e la degustazione, le centrali energia rinnovabile e gli spazi verdi. Insomma, oltre alla partecipazione all’asta elettronica “E-Fish”, oggi requisito minimo, che metterà Manfredonia finalmente in rete ci sono interessanti opportunità da definire in un solido business plan di cui si aspettano i dettagli. Magari, con un concorso di idee, l’utilizzo delle energie rinnovabili e la partecipazione effettiva della comunità locale Manfredonia supererà il mercato ittico di Sidney tra i più affascinanti e redditivi del mondo.

Michela Cariglia

BOX – La Crescita Blu

La “Crescita Blu” è la strategia dell’Unione Europea per valorizzare il potenziale dei mari, degli oceani e delle coste europee per la creazione di nuove opportunità di lavoro e di nuove aziende nei settori produttivi della cosiddetta “Economia Blu”. Essa comprende tutte le attività umane che utilizzano il mare, le coste e i fondali come risorse per attività industriali e lo sviluppo di servizi. I settori identificati sono pesca, acquacoltura, biotecnologie marine, turismo marittimo, costiero e di crociera, trasporto marittimo, porti e settore cantieristico, energie rinnovabili marine, tutti autonomi e al contempo inseriti in un’ottica di sostenibilità.

 

 

Redazione R.
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Ambiente · News

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