Lunedì 29 Novembre 2021

Il 7 novembre si avvicina: sarà il momento della verità

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LA LUNGA corsa elettorale verso il 7 novembre è approdata in dirittura d’arrivo. La prima domenica di novembre sarà dedicata alle consultazioni popolari per la designazione della compagine cui verrà affidata il governo della città dopo la quarantena di oltre due anni a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Ancora una settimana e si apriranno le urne dei 59 seggi elettorali che accoglieranno i pensieri, le indicazioni, le speranze degli elettori manfredoniani. Le varie e diverse compagini politiche in lizza per la scalata a Palazzo San Domenico, si preparano al rush finale.

L’AUSPICIO di fondo è che quest’ultimo lotto di schermaglie si svolga nella correttezza e nel rispetto reciproco dei soggetti in causa. Nel corso di questi ultimi mesi ci sono stati episodi sconsiderati che nulla hanno a che fare con una competizione elettorale, che hanno prodotto denunce alla Polizia e alla Magistratura. L’ultima da parte del candidato sindaco Tommaso Rinaldi fatto oggetto di riprovevoli denigrazioni. Azioni intollerabili che tuttavia notificano il clima teso del dibattito elettorale. È opinione diffusa che ci sia una premeditata regia interessata a creare false situazioni volte «a fomentare confusioni e ostilità» per mascherare l’incapacità a misurarsi sui temi di fondo della città.

IL TEMPO sta per scadere. È il momento di tirare le somme. Ciascun candidato, ha avuto modo di presentarsi e di esporre il proprio pensiero. Ci sono stati dei confronti diretti che hanno evidenziato, con le rispettive tesi politiche-amministrative, personalità e caratteristiche di ciascun “concorrente”. La gente ha avuto modo di seguire e verificare, farsi una propria idea sui vari candidati e rispettive proposte. È stata messa molta carne a cuocere. Forse troppa, tanto da perdere di vista la base di partenza sintetizzata da quello stato di forte debitoria del comune, punto di riferimento inaggirabile.

LA MAGGIOR parte dei candidati si sono avventurati, probabilmente per far colpo sull’elettorato, in visioni immaginifiche della città, nascondendo la realtà spesso ignorata nella sua effettiva concretezza. Alcuni di essi, più o meno riciclati, si ripropongono per il futuro senza rendersi conto che sono tra i corresponsabili di situazioni niente affatto edificanti, come hanno attestato le frequenti velenose accuse reciproche che hanno offerto uno spaccato di quel che il territorio espone eloquentemente. Oggi prospettano una città di là da venire fantastica, certificando di fatto lo stato di arretratezza reale nel quale Manfredonia è stata trascinata e nella quale la popolazione si dibatte ormai al limite della sopportazione.

TRA I DATI significativi, mortificante è quello riferito alla fuga da Manfredonia. In specie dei giovani. È ormai un quarto di secolo durante il quale gli abitanti sono diminuiti di qualche migliaio e quelli rimasti sono talmente delusi e arrabbiati al punto di aver perso la fiducia non solo nella politica (emblematico che il PD maggior responsabile del fallimento cittadino, non si è nemmeno presentato col proprio simbolo), ma anche e soprattutto nelle persone che pretenderebbero di rappresentarla. Ma non solo abitanti: in forte regresso le attività produttive. Le aree industriali (ben due) sono ormai aree buone per accogliere rifiuti. La disoccupazione è incontenibile.

ALCUNI sondaggi prospettano in forte calo di consensi le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra. In ascesa le forze moderate, in particolare quella che presenta la novità assoluta della candidata donna che non concorre in quanto tale, ma come persona di comprovate e variegate capacità ampiamente dimostrate che le consentono di guardare al futuro di Manfredonia con cognizione di causa e conoscenza degli strumenti necessari. La sua popolarità è in significativa crescita. Per tanti aspetti è considerata come l’opportunità provvidenziale per realizzare quella transizione tecnologica, quel cambiamento che sta trainando l’Italia e l’Europa verso mete avanzate non più rinviabili, sostenute con interventi finanziari mai concepiti prima.

Manfredonia è precipitata al punto zero. Per risollevarsi occorre una grande forza morale e una decisa volontà unitamente ad un ferreo coraggio, da parte della popolazione per respingere le false lusinghe del vecchio e aggrapparsi al nuovo che avanza.

Michele Apollonio

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