Domenica 26 Giugno 2022

La salute torni al centro a Manfredonia

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L’Emergenza Pandemica, ha messo a nudo tutta la fragilità della rete Sanitaria del Paese e ci ha fatto riflettere sull’importanza di avere un servizio sanitario che tuteli la salute di tutti, riaffermando il diritto alla tutela della salute contro ogni forma di privatizzazione, palese o strisciante, ed il diritto alla dignità del lavoro in sanità pubblica e privata. I cittadini hanno diritto ad una sanità universalistica e pubblica.
Il nostro Sistema si è dimostrato inadeguato e impreparato di fronte alla crisi, a causa, non solo della mancanza di personale sanitario, posti letto, attrezzature, risorse tecnologiche, ma anche di un Piano Efficace della Salute.
Il lento declino della Rete Sanitaria Sipontina ha inizio alla fine degli anni ’90. Con lo scippo della sede ASL da Manfredonia. Ed è proprio da questo momento che ha inizio un lento e progressivo smantellamento, che negli anni a seguire ha visto il depotenziamento dell’intera Struttura, a partire dalla rete ospedaliera. Passando dalla chiusura del reparto di Ginecologia e ostetricia, dei poliambulatori specialistici, sgretolamento dei presidi, e finendo dalla riduzione degli organici (medici, infermieri, Fisioterapisti). E dopo essere rientrata la notizia della chiusura del centro di diabetologia, oggi se ne apre un’altra: la autosospensione delle attività chirurgiche ginecologiche.
Nonostante i lati oscuri e incerti della riorganizzazione delle Mappe Ospedaliere ad opera della Regione Puglia, il San Camillo de Lellis viene ad oggi considerato come “Ospedale di base”, servendo un bacino d’utenza dell’intero Gargano (150.000 abitanti). Ma anziché potenziare ed implementare la struttura dei reparti e personali mancanti, la Regione Puglia, pensa bene di deliberare attraverso lo strumento del PNRR, 11 milioni, ma solo per interventi di adeguamento sismico, antiincendio e ristrutturazione. Edifici vuoti che non offrono servizi.
La crisi Pandemica ha dunque messo in luce tutte le debolezze e demolito le certezze di una Sistema ormai a pezzi. Il fenomeno dei Pazienti Orfani, più che mai in ogni altre del Paese, ha visto la sua piena manifestazione nel nostro territorio. Malati abbandonati e dimenticati, si sono visti cancellare tutte le prenotazioni ambulatoriali specialistiche, e le attività di screening e controllo, pianificate da mesi. È comprensibile, ma questo, non autorizza a dimenticare tutte quelle persone che devono attraversare la pandemia con il fardello aggiuntivo di una patologia pregressa.
Qualche dato: Due interventi chirurgici su tre rimandati, più di un esame su tre rinviato, appena uno screening oncologico su dieci eseguito durante il primo lockdown.
Il Covid, qui, più di ogni altra parte d’Italia, ha di fatto cancellato le altre Patologie.
In aggiunta si registra:
• Dilatazioni dei tempi di attesa delle richieste
• Scarsa garanzia della continuità assistenziale
• Assenza di collegamento Ospedale territorio per quanto riguarda sia i ricoveri sia la gestione dei follow up dei pazienti dimessi dalla struttura ospedaliera, sia la diagnostica strumentale per la prevenzione primaria, Inadeguatezza del Pronto Soccorso per mezzi e personale
• Disservizio del Centro Unico di prenotazione spesso inadeguato a gestire le priorità e l’incremento continuo di richieste, si elimina il contatto diretto con gli operatori e sostituendo completamente il servizio con prenotazione telefonica o online, per ottemperare ai protocolli anti contagio, ma di fatto annullando ogni possibilità di prenotazione, il 70% degli utenti non riceve risposta.
Il quadro diventa ancora più allarmante, se si pensa che la mortalità per tumore polmonare, è in aumento ed in controtendenza rispetto ai dati Regionali. 14 casi in eccesso rispetto alla media Regionale. Dati comunque coerenti con i tempi di latenza legati all’esposizione ad Arsenico dal 1976. Data in cui in Area SIN, ex petrolchimico Enichem, ha luogo lo scoppio di un colonna di ammoniaca e conseguente dispersione di una quantità di composti dell’arsenico, non facilmente precisabile ma nell’ordine delle 10 tonnellate, sia nel sedime dello stabilimento che ne territorio circostante.
Risulta fondamentale avere un Piano per la Salute, e funzionale a questo, disporre di un Profilo di Salute del territorio: strumento che non deve essere non generico. Riscoprire e rivalutare dunque, il rapporto Sanità e Comune.
E in questa ottica di ricostruzione AZIONE Manfredonia, si rende disponibile ad un sano confronto con la nuova forza di Governo della Città, affinché la Salute torni al Centro.
Dott. Gaetano Brigida (Coordinamento Azione Manfredonia)
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