Mercoledì 18 Maggio 2022

Sul mare del Golfo a vele spiegate: i progetti dello Yachting Club Marina del Gargano

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C’E’ ANCHE lo sport a dare man forte alla valorizzazione del mare del golfo di Manfredonia. Per tanti versi una novità attesa da tempo. Per lunga e consolidata tradizione, a utilizzare quello specchio di mare dell’Adriatico incuneato nella costola del promontorio del Gargano, è stata la pesca praticata con grande utilità dal tempo della Sipontum romana. Il porto storico ai piedi dell’abitato di Manfredonia, sviluppato sull’impostazione data da re Manfredi, ha avuto la funzione di assicurare alle barche remo-veliche sipontine un rifugio sicuro. Poi è arrivata l’industria che ha espresso il proprio potere proiettando un braccio d’acciaio per alcuni chilometri nel golfo. Grandi assenti sono state le attività sportive che pure hanno avuto nel mare il riferimento straordinario per esaltanti imprese.

UNA LACUNA cui ha dato un primo input risolutivo la Lega navale italiana che ha riportato sul mare del golfo le vele latine delle barche da diporto che hanno fatto ricordare le vele delle barche dei pescatori che rientravano in porto dopo una battuta di pesca. Un abbrivio culturale che ha avuto seguiti entusiasmanti. Grazie anche, o forse soprattutto, alla realizzazione di quel grandioso porto turistico che è il “Marina del Gargano” che ha polarizzato l’attenzione del mondo sportivo della vela non solo locale.

BRACCIO operativo del rilancio dello sport della vela nel golfo adriatico, è lo “Yachting club” che ha sede al molo di levante del “Marina del Gargano”. Un sodalizio che superato i condizionamenti da Covid, ha ripreso l’attività con una serie di progetti presentati nel corso di un meeting nella sede portuale. «Una ripresa dopo la tempesta» ha annotato Gino Tridello, presidente del sodalizio, che ha ricordato i successi della «prima edizione pugliese della “Coppa dei Campioni” organizzata in sinergia con la LNI di Manfredonia e il Centro velico Gargano e l’impegnativa “Coppa Kinder+” che ha visto la partecipazione di 400 ragazzi in gara».

LA RIPRESA dell’attività agonistica si preannuncia di grande peso sportivo e organizzativo che sancisce la vela “regina” del golfo di Manfredonia. «Uno specchio di mare naturale campo di regata» rimarca Faliero Berardinelli, direttore sportivo dello YC Marina del Gargano – sul quale si ripropone ogni situazione ambientale che mette a dura prova gli skipper e gli equipaggi delle barche».

SI INIZIERA’ il 23 gennaio prossimo con il Campionato primaverile d’altura e “Trofeo Marina del Gargano” con regate che si protrarranno sino al 20 marzo prossimo, «in modo da dare la possibilità – ha spigato Berardinelli – ai nostri atleti di tenersi in forma in vista della prova della Coppa dei Campioni che si disputerà dall’1 al 3 aprile prossimo a Monopoli. In pratica si terrà una regata ogni quindici giorni. Inoltre i primi classificati potranno partecipare alla competizione regionale promossa dall’VIII zona FIV».

LO YC Marina del Gargano non ha mancato di dare spazio e rilevanza alle donne con la regata “Gargano in rosa Trofeo Di Miscio” in calendario il 26 giugno. «Un modo – rileva Tridello – per sollecitare l’attenzione sulle problematiche femminili che penalizzano la nostra società».

INFINE ma non ultimo, dal 22 al 24 luglio Manfredonia ospiterà il Campionato nazionale d’altura dell’Adriatico. «Un riconoscimento di alto valore tecnico e sportivo che gratifica Manfredonia non solo quella della vela» ha rilevato Ciro Gelsomino, presidente del “Marina del Gargano”, che ha messo a disposizione il porto turistico con tutte le sue strutture tecniche per meglio supportare le attività sportive e dunque dare il giusto rilievo alla Manfredonia marinara. Un impegno espresso con la messa in palio del trofeo “Marina del Gargano” che sarà assegnato definitivamente al vincitore di tre edizioni del campionato primaverile d’altura.

MA LO SPORT della vela, così come del resto gli altri sport, non è fine a sé stesso. Le regate muovono folle di persone. Nel caso del Campionato nazionale, è prevista la partecipazione di 50-70 imbarcazioni provenienti da varie regioni d’Italia. Solo per gli equipaggi si parla di 400-600 atleti, ai quali si aggiungono i tecnici, le famiglie, gli appassionati. Il movimento economico variamente distribuito è enorme. Purtroppo Manfredonia è impreparata a questo movimento tant’è che dovrà far capo a centri viciniori per i supporti logistici. Un vulnus per il quale non si intravvedono neanche all’orizzonte i necessari interventi. E poi si parla di turismo…

Michele Apollonio

 

 

 

 

 

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