Giovedì 9 Febbraio 2023

Riaprire le indagini sulla scomparsa di Iaconeta 20 anni fa

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L’APPELLO è accorato e stringente come tanti altri lanciati in questi ultimi venti anni, tanti quanti ne sono trascorsi dalla scomparsa di Angelo Iaconeta, l’oggetto appunto del rinnovato appello da parte della famiglia che non si è mai arresa all’idea che non si possa fare verità su un caso che ha sconvolto e appassionato non solo la cittadinanza del comune rivierasco garganico. A suffragare il rilancio delle speranze di arrivare alla verità di quella scomparsa rimasta avvolta nel più fitto mistero, «le annunciate e declamate collaborazioni con la Giustizia di alcuni esponenti di spicco di compagini criminali organizzate e nella fiducia del nuovo vertice della Direzione distrettuale antimafia territoriale» spiega Pierpaolo Fischetti legale della famiglia Armiento.

«I GENITORI, i familiari, gli amici di Angelo – scrive l’avvocato Fischetti – confidano nella professionalità di chi è chiamato a tutelare gli interessi dello Stato di diritto affinché si prodighino con rinnovato vigore per la ricerca di elementi utili di questa scomparsa, la quale trascina a sé, e sin da principio, inconfessabili e scellerati patti tra chi per decisione ha scelto il male e chi per necessità si è avvalso di essi».

L’INIZIATIVA dei familiari di Angelo Iaconeta alla luce «delle recenti storie giudiziarie – rileva il legale – che insegnano che nulla in tale ambito risulta intangibile e che talvolta occorre aspettare che determinati cicli si esauriscano per conoscere almeno in parte la verità di certi accadimenti». Dalla storia personale dell’uomo nonché da una certa “cultura” delittuosa diffusa sul Gargano, si è dedotto che la scomparsa di quest’altra persona possa essere addebitata alla “lupara bianca”. «Dopo quasi venti anni dalla scomparsa misteriosa di Angelo Iaconeta avvenuta nel Comune di Mattinata, ormai appare chiaro – argomenta l’avvocato Fischetti – che una morte cosiddetta di “lupara bianca” non possa essere stata perpetrata su un territorio controllato militarmente da aggregazioni criminali senza la loro mano o tantomeno il loro avallo o comunque la loro mera conoscenza che una simile azione si potesse concretare».

DEL CASO della misteriosa scomparsa di Angelo Iaconeta si occupò la stampa nazionale e le trasmissioni televisive specializzate quali “Chi l’ha visto?” e la stessa “Vita in diretta” senza che mai sia emerso un qualche indizio che aprisse uno spiraglio sulla vicenda. Ci furono anche manifestazioni cittadine con fiaccolate. Di Iaconeta si sono volatilizzate ogni e qualsiasi traccia. Di quel fatidico 27 giugno del 2003 non rimane che una tazza di caffè bevuta in un bar del luogo prima di salire sulla propria auto poi ritrovata in una fitta boscaglia nell’hinterland garganico. Ma secondo altre testimonianze sarebbe andato via su un’altra non identificata automobile. Né hanno soccorso le notizie sulla sua attività di bagnino in un lido della riviera mattinatese. Tra le tante supposizioni avanzate anche quella di una relazione extraconiugale della quale tuttavia non ci sarebbero riscontri. Ora si confida in qualche rivelazione tardiva che ponga fine alla vicenda.

  Michele Apollonio

 

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