Giovedì 16 Luglio 2026

XX Commissione Parlamentare ‘Sviluppo Sud Giovani” alla Camera dei Deputati: focus sul caso COOPLA

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Sono onorato e fortemente entusiasta nel comunicarvi la mia nomina all’interno della XX Commissione Parlamentare “Sviluppo Sud Giovani” alla Camera dei Deputati, facente
parte dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e Isole minori”.

Un sentito ringraziamento e un plauso per la sensibilità politica va all’ On. Alessandro Caramiello che presiede l’intergruppo e ha dato vita a questo percorso, cercando altresì un’importante sinergia tra i giovani.

C’è la necessità di parlare seriamente di sviluppo nel mezzogiorno, in quanto dagli anni 2000 il dibattito sulla questione sta perdendo vigore e incidenza. E’ sempre più evidente il bisogno di dare un nuovo contenuto politico per il futuro del mezzogiorno, assegnando una trasposizione programmatica e operativa ai provvedimenti normativi per il sud, con programmi e progetti del Sud inseriti nelle grandi tematiche dello sviluppo italiano.

Per chi come me ha studiato economia pubblica ed ha approfondito il meridionalismo con De Rita, Rossi-Doria, Saraceno, Scotellaro, Pastore, Padre Lebret e Sebregondi (ho tanta nostalgia di loro e di tanti altri) non può che essere felice per questa luce.

Durante il discorso introduttivo, ho voluto parlare del caso dei lavoratori della COOPLA GREEN MANFREDONIA, perché da questo esempio possiamo avviare una riflessione utile alla creazione di politiche per lo sviluppo produttivo del mezzogiorno.

La ex Dopla è il frutto delle politiche del mezzogiorno del 98, un contratto d’area nato dall’alto verso il basso, con la presidenza del consiglio soggetto generale dello sviluppo che crea un partenariato d’impresa con le aziende trevigiane a cui dedica particolari vantaggi localizzativi. Un modello di sviluppo fallimentare che ha portato alla fuga di quasi tutte le imprese.

Aver parlato della coopla green, significa aver ripreso gli insegnamenti dei padri fondatori dello sviluppo del mezzogiorno, che prevedevano un modello di sviluppo diametralmente opposto. Una crescita produttiva che parte dal basso verso l’alto, con i progetti dei lavoratori che devono avere la possibilità di essere finanziati, accompagnandoli e sostenendoli nella programmazione, quello che è in parte mancato, salvo il durissimo ed encomiabile lavoro della LegaCoop e della task force regionale.

Bisognerebbe ripartire da questi assiomi fondamentali: autocoscienza e autopropulsione sociale dei lavoratori che creano economia, possibilità di finanziamento, enti che
accompagnano e non decidono, ed infine aiuto alla programmazione.

Un ringraziamento all’avv. Aliperta, a Nello Iervolino e Martina Peppe (presidente e vice) per il duro impegno e la dedizione nell’aver unito questo gruppo di giovani meridionali.

 

 

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