Preparatevi! Sarà un autunno molto caldo e non solo per le temperature bollenti di questi giorni, destinate a rimanere alte secondo il parere degli esperti. La condizione termica sarà alimentata dal grado di calore che sprigionerà la campagna elettorale per le regionali che porterà alle urne ben 7 regioni su 20, tra cui alcune
importantissime. Già il 28 e 29 settembre andranno al voto le Marche e immediatamente dopo, il 5 e 6 ottobre, la Calabria e a seguire la Toscana il 12 e 13 sempre di ottobre. Ma si voterà anche in Campania, nella Valle d’Aosta, nel Veneto e nelle Puglie. Senza mancare l’accortezza di mantenere il miglior equilibrio in queste analisi che si consegnano al lettore, vi rassegno in anteprima il mio pensiero. In generale credo che in questa grande partita elettorale, perché lo è davvero, saranno chiamati al voto milioni di italiani, prevarrà ai punti il centrosinistra. Vedo difficile battere Eugenio Giani in Toscana e un Antonio Decaro in Puglia. Lo stesso Roberto Fico sembra godere dei maggiori consensi in una regione, la Campania, dove il centrodestra traballa tra vecchie e nuove incertezze. Nelle Marche l’uscente di centrodestra Acquaroli sfiderà il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ma anche qui i giochi sembrano tutt’altro che chiusi come pure la partita che ha deciso di correre in Calabria l’europarlamentare pentastellato Pasquale Tridico contro l’uscente presidente Roberto Occhiuto, azzoppato dal clamore di un’inchiesta per una presunta corruzione architettata in un cerchio magico, scrivono gli inquirenti della Procura di Catanzaro, in cui avrebbero agito suoi stretti collaboratori.
Ecco, mi sembra che un certo vantaggio ai blocchi di partenza sia nelle cose. Poi bisognerà vedere gli esiti del Veneto, dove rimpiazzare uno come Luca Zaia sarà tutt’altro che semplice senza dire di quel che potrebbe accadere in Val d’Aosta, regione già governata da un’alleanza autonomista e progressista con il Pd. Insomma, pur volendo giocare con la fantasia e immergersi in questo percorso di conoscenza attraverso il gioco, credo che i risultati del test elettorale in agenda allargherà la distanza tra il Paese e il Governo favorendo il redde rationem che inseguono senza tregua Elly Schlein e Giuseppe Conte. E in Puglia? Qui Antonio Decaro aspetta ancora di conoscere il nome di chi lo sfiderà. Sarà il brindisino Mauro D’Attis? È una voce insistente ma è solo una voce. Ad oggi di certo non c’è nulla e questo la dice lunga di come sia complicata la Puglia per il centro destra dove la Lega insiste sulla ricerca di un’altro nome. L’unico dato sicuro, per restare in Puglia, è il lavoro già febbrile ed incalzante non solo degli uscenti di tutte le paste ma anche dei nuovi bramosi pretendenti ad un seggio. Nel Pd, oltre la scontata riconferma di Piemontese, un campione di preferenze, tornerà in pista Paolo Campo, figura eminente e di indubbio prestigio. Nel Movimento 5 Stelle certa la ricandidatura di Rosa Barone. La deroga per un suo terzo mandato sarebbe scontata anche per il buon lavoro prodotto con forte caratterizzazione identitaria. Sarebbe in fase avanzata anche il monitoraggio per la selezione dei candidati della società civile affidata al coordinatore regionale, l’on. Leonardo Donno. Ma l’ultima parola spetterà al presidente Giuseppe Conte che in provincia di Foggia ha il suo emissario nell’europarlamentare Mario Furore, coordinatore del Movimento. Per Avs, l’Alleanza Verdi e Sinistra, scontato il ritorno in scena di Elena Gentile, già europarlamentare e assessore di alto profilo al welfare con Niki Vendola. Ma ci sarà anche Antonio De Sabato, battagliero consigliere comunale a Foggia e Innocenza Starace, nome storico dei Verdi a Manfredonia. Resta da capire se Antonio Decaro presenterà una o più liste per dare spazio agli altri uscenti e ai nuovi aspiranti. L’adagio ricorda che ogni anima…desidera! Antonio Tutolo, Sergio Clemente e Rosario Cusmai sono fermi in questo limbo d’attesa per conoscere cosa riserverà loro il futuro. Un lavoro delicato perché le liste del Presidente rispondono a meccanismi molto sofisticati che vanno trattati con il cauterio del chirurgo. Per dirla tutta, possono funzionare come un comodo taxi, questo nella migliore delle ipotesi, o come una ghigliottina. Evidentemente bisognerà vedere il peso che nel gioco degli equilibri territoriali della formazione delle liste riuscirà a governare Decaro, tenuto conto che alcune forze politiche potrebbero non presentare il proprio simbolo, a partire da Azione di Calenda e Con, la formazione che raccoglie i reduci combattenti di Emiliano per finire con i Popolari. Dall’altra parte il clima sembra voler propendere con liste competitive. In Fratelli d’Italia, dietro il numero uno Giannicola De Leonardis, già battono il territorio Nicola Gatta, sindaco di Candela e ben tre donne: Liliana Rinaldi di Manfredonia, Grazia Casale di San Severo e Rita Montrone di Foggia. Nel partito di Salvini sarà una sfida tutta interna tra due uscenti: Napoleone Cera, di fresco approdo nella Lega e Joseph Splendido, numero due in Puglia del Carroccio e Commissario Provinciale.
di Micky dè Finis
