Adesso che la gara è finita avrà tutto il diritto di riposarsi, riprendere fiato salvo poi tornare a correre perché Michele Emiliano, per quanto ne so, non si è mai fermato da vent’anni a questa parte. Lo incontrai la prima volta nel 2004, verso la fine di luglio. Da pochi giorni aveva compiuto 45 anni ma già dal 2003 aveva appeso la toga per dedicarsi a Bari per 10 anni, la sua città, cambiandole il volto. Una corsa continuata per altri 10 anni al timone della Regione Puglia conquistata al primo turno nel 2015 battendo le destre. I pugliesi sanno del valore di questo ragazzone corpulento sin da quando, a soli 26 anni, arrivò in Sicilia, nella procura di Agrigento dove incontra Giovanni Falcone e Rosario Livatino. Nel ‘90 si sposta a Brindisi e inizia un martellamento contro la mafia per poi passare a Bari nella Direzione Distrettuale Antimafia come sostituto procuratore. Nel suo motore una passione infinita perennemente accesa per la sua terra che ha servito per vent’anni senza mai fermarsi. Prima come magistrato poi come uomo delle Istituzioni. Anche il suo vissuto è un libro aperto senza veli, dagli amori ai suoi figli: Giovanni, Francesca, Pietro e la piccola Maria Antonietta, da pochi mesi nel suo presente quando ha compiuto 66 anni. Generoso, schietto, imprevedibile ma profondamente umano ho sempre visto così Emiliano, lontano anni luce dai riti borghesi. Ora che Decaro prende il suo testimone in Regione – ma l’aveva già ricevuto per la città di Bari, sempre da lui – viene spontaneo dire grazie a quest’uomo per tutto ciò che è riuscito a dare alla Puglia e ai pugliesi in un ventennio memorabile. E già, perché le vittorie di Antonio Decaro nella città di Bari ieri e quella di oggi nella Regione Puglia porta il ruggito di un leone che si chiama Michele Emiliano. Questo penso e questo vi dico. Anche la politica deve saper riscoprire il sapore della riconoscenza. Una saggezza antica ci arriva da Cicerone “la gratitudine non è solo la più grande delle virtù ma la madre di tutte le altre”. Grazie Emiliano per aver dedicato il cuore della tua vita a tutti noi. Grazie per tutto ciò che hai dato ogni giorno con fatica in questi anni faticosi in cui non sono mancate amarezze. Grazie è la migliore preghiera che chiunque oggi possa dirti. Perché quando si beve l’acqua bisogna ricordare sempre la sorgente.
di Micky dè Finis
