Giovedì 16 Luglio 2026

Insulti sessisti e minacce alla giovane arbitra: maxi squalifiche per l’under 14 dell’Accademia Manfredonia e obbligo di pubbliche scuse

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Campionato Giovanissimi Under 14, al termine della gara tra Accademia Manfredonia e Eagles San Severo, svoltasi lo scorso 1° marzo, quattro calciatori della formazione sipontina avrebbero rivolto all’arbitro – una donna – espressioni di natura sessista, gravemente offensive e denigratorie. Il Giudice Sportivo, pronunciatosi il 6 marzo, ha deliberato 10 giornate di squalifiche per ciascuno dei quattro calciatori coinvolti.

Come si legge nella nota ufficiale della Figc, il Giudice Sportivo ha definito gli epiteti rivolti all’arbitra come forme di “sessismo ostile”, in quanto non contestavano l’operato tecnico della direttrice di gara, ma ne denigravano l’identità sessuale. Espressioni che, secondo quanto riportato, miravano a colpire la dignità della donna attraverso stereotipi degradanti, allo scopo di delegittimarne l’autorità sul campo.

Il bilancio delle sanzioni è pesante. Oltre alle squalifiche ai calciatori coinvolti, per il dirigente Daniele Baldassarre è stata deliberata una inibizione fino al 1° maggio 2026. Al club è stata inflitta una ammenda di 400 euro a titolo di responsabilità oggettiva e diretta.

Il Giudice Sportivo ha infine disposto una prescrizione educativa e riparatori: i calciatori sanzionati dovranno redigere una lettera formale di scuse, controfirmata dai genitori, indirizzata alla direttrice di gara. Il capitano della Accademia Manfredonia dovrà inoltre leggere pubblicamente un messaggio di scuse prima del calcio di inizio della gara successiva.

È stata sottolineata con forza la gravità particolare dell’episodio, maturato in un contesto giovanile in cui il rispetto delle persone dovrebbe essere il principio cardine. Inoltre, il Giudice Sportivo ha censurato il comportamento della società: “In un campionato under 14 la società ha l’obbligo primario di sorveglianza e formazione dei minori. La tolleranza verso insulti sessisti e minacce dei dirigenti configura una gravissima violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza (Art. 4 Codice di giustizia sportiva). La responsabilità della Società è diretta per l’operato del dirigente in distinta e oggettiva per calciatori e sostenitori, aggravata dalla mancata attivazione di qualsiasi misura di protezione dell’arbitro”.

 

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Cronaca · News · Sport

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