Giovedì 16 Luglio 2026

Il popolo elettore questo sconosciuto

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La partecipazione al voto referendario ha registrato un sia pure lieve incremento rispetto al dato storico sintesi di una serie di eventi che attengono ai mutamenti sociali, economici e culturali.

 

Le consultazioni elettorali, al di là del motivo specifico di ognuna di esse, offrono lo spunto per una ricognizione sull’umore dell’elettorato e delle tendenze espresse. L’ultima chiamata è quella molto discussa relativa al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il risultato è noto e motivo di articolate discussioni. In specie a riguardo della partecipazione al voto.

Quali sono stati gli esiti a Manfredonia?

L’affluenza dei manfredoniani al referendum sulla giustizia 2026, è risultata molto più alta rispetto alla media degli ultimi appuntamenti elettorali comunali e regionali, ma inferiore a quelli nazionali, politici e europei.

I numeri registrati in questa tornata sono i seguenti: iscritti nelle liste elettorali 43.800, i votanti 21.500 pari al 49,3 per cento. Nelle ultime elezioni regionali, l’affluenza è stata 37,5 percentuale. In regresso rispetto al 58,2 per cento delle comunali del 2024, che però precipita al 36,3 per cento al ballottaggio.

Sulle rive del golfo adriatico, nel lungo periodo, l’affluenza alle urne mostra una tendenza discendente per le elezioni amministrative e regionali, mentre resta più alta e stabile per le consultazioni nazionali, politiche e europee, e per il referendum recente sulla giustizia.

La lettura storica dell’affluenza elettorale a Manfredonia rileva come negli Anni ‘70-‘80 era attestata sull’80-90 per cento nelle politiche e comunali, a dimostrazione di una radicata partecipazione popolare politica. L’inizio del calo negli Anni ’90-2000 coincidente con la crisi dei partiti tradizionali e le trasformazioni sociali ed economiche. Una tendenza evidenziatasi negli Anni 2010 quando si è conclamata una volatilità elettorale a fronte della crescente disaffezione al voto. Il calo è divenuto strutturale dagli Anni 2020 quando alle comunali si è registrata una media di 55-60 circa percentuale, nelle regionali del 40%, risicato al 30% ai ballottaggi. Significativa la contrazione registrata alle elezioni regionali: la percentuale è passata dal 53,4 del 2020, al 37,5 del 2025.

Il quasi 50 per cento dell’affluenza al referendum di quest’anno, si configura come un exploit che si spiega con il quesito posto percepito come fondamentale e meritevole di partecipazione per esplicitare il contributo da dare ad un tema costituzionale nazionale. La chiamata al referendum è stata percepita come un voto nazionale su questioni di principio, a fronte delle consultazioni “locali” per le quali si è adottato un atteggiamento più pragmatico.

Una eccezione o una inversione di tendenza?

In circa mezzo secolo si è passati da una partecipazione di massa a una partecipazione spesso minoritaria. Un mezzo secolo nel quale è maturata una trasformazione non solo politica, ma economica, sociale e culturale, nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Si è consolidata quella frattura nell’elettorato che pesa e condiziona. Gli elettori che si astengono sono in maggioranza di quelli che votano i quali decidono per tutti.

E poi c’è la conta della popolazione. All’inizio di questo secolo, 26 anni fa, gli abitanti erano 57.300. Il dato ufficiale al 2025 riporta 53.722 unità. Con prevalenza delle donne (50,3%) sui maschi (49,7%); 1.700 gli stranieri (3,3%). Ma di fatto sarebbero meno dei 50mila i manfredoniani residenti se si calcola chi è fuori per lavoro o per studio o per altro. Un trend negativo in progress considerati: il tasso di natalità di 6,7 per mille rispetto a quello della mortalità al 10,6 per mille; la variazione media annua di meno 0,8. Una città che invecchia: gli ultranovantenni sono più di seicento, e i centenari al 2026 sono 25 con trend in aumento (nel 2025 erano 11). Per ogni cento giovani ci sono 187 anziani. Giovani che diventano sempre meno. Non ci sono statistiche sullo sviluppo sociale, culturale ed economico dei componenti della città. Per le consultazioni elettorali, ma non solo, si profilano sempre più tempi quanto meno incerti.

  Michele Apollonio

 

 

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