Restare a vivere a Manfredonia o andare via? È una domanda che mi accompagna da tempo, ma il percorso di Formazione Scuola-Lavoro svolto con la scuola mi ha aiutato a guardare la mia città con occhi diversi. Osservare da vicino realtà come i Comparti, Siponto e il centro storico mi ha fatto capire quanto Manfredonia sia fatta di contrasti, fragilità ma anche potenzialità. Nei Comparti ho percepito il senso di isolamento che molti abitanti vivono ogni giorno: servizi lontani, pochi spazi di aggregazione, la sensazione di essere “ai margini”. A Siponto, invece, ho colto una dimensione più tranquilla, quasi sospesa tra mare e storia, ma anche qui non mancano difficoltà legate ai collegamenti e alle opportunità per i giovani. Nel centro di Manfredonia ho visto il cuore pulsante della città, con le sue bellezze, le attività commerciali e i luoghi di incontro, ma anche segnali di cambiamento e di crisi. Questa esperienza mi ha fatto riflettere sul mio futuro. Da una parte sento il desiderio di partire, di conoscere nuove realtà, di cercare opportunità di studio e di lavoro che qui, almeno per ora, sembrano limitate. Andare via significherebbe mettermi alla prova, crescere, costruire qualcosa con le mie forze. Dall’altra parte, però, Manfredonia è casa. È il luogo delle mie radici, degli affetti, dei ricordi. Dopo aver osservato le difficoltà dei quartieri più isolati, ho capito che il cambiamento non arriva da solo: servono persone che restino e si impegnino. Oggi penso che, per realizzarmi, potrei andare via per formarmi e fare esperienza. Ma non escludo di tornare. Perché migliorare la mia città, un giorno, potrebbe essere la scelta più coraggiosa di tutte.
Marilena Borgia 4 B Liceo delle Scienze Umane
Articolo realizzato nell’ambito del progetto FSL “Passeggiate urbane. Osservare per raccontare” del Liceo Roncalli Fermi Rotundi Euclide in collaborazione con ManfredoniaNews
Foto di Bruno Mondelli
