Mercoledì 23 Gennaio 2019
Crimini Ambientali (728x90)

Intra omnes

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Qualche giorno fa l’aspirazione di tanti genitori, l’obiettivo di tanti ragazzi è sembrato realizzarsi: nessun numero chiuso per le facoltà di medicina. Mesi di studio matto e disperatissimo, lezioni private così costose che con l’ammontare del denaro dato ai professori non occorrerebbe sforare il tetto del rapporto deficit-Pil, sono divenuti all’improvviso superflui quando si è letto il comunicato del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto fiscale e la manovra del 2019. Poi però, poiché il destino è cinico e baro, i ministri dell’Istruzione e della Salute, Busseti e Grillo, hanno affermato che di questo intra omnesnon ne sapevano nulla ma che si ha invece l’intenzione di aumentare il numero degli ingressi e delle borse di studio per Medicina; dato questo che ha avuto il placetdi Palazzo Chigi, che ha inquadrato il tutto come un obiettivo di medio periodo. Potrei essere un po’ sarcastico e dire che il medio periodo ha spesso in politica come unità di tempo il domai, riuscendo a placare l’insoddisfazione di chi vorrebbe tutto e subito, ma non lo farò. Si parla di studio, di lavoro, di cose serie insomma, mica di fake news. Sarebbe bello studiare, sempre se se ne ha voglia, ciò che si desidera. Ancor di più se si rimuovessero tutti gli ostacoli che impediscono di intraprendere un percorso universitario. Straordinario se si potesse fare un lavoro attinente a ciò che si è studiato. Ma considerando che l’abolizione delle frontiere delle facoltà di medicina porterà ad un’invasione di studenti, in un numero maggiore di quelle che sono le richieste di personale sanitario, non si creerebbe comunque un cortocircuito? Se, come sollevato da qualcuno, l’importante è permettere lo studio della medicina a tutti tanto il tempo determinerà una specie di selezione naturale dei migliori, perché non eliminare allora anche altri numeri chiusi? Naturalmente però, così facendo, Salvini cadrebbe in contraddizione desiderando il numero chiuso per le materie umanistiche. Di mio non sono contrario a questa voglia di liberazione: è vero, molti ragazzi se non fossero cresciuti con il mito di Grey’s Anatomy o con l’obiettivo di un lauto stipendio sceglierebbero altro, forse, perché no, anche di insegnare nelle scuole, specie se a cifre diverse di quelle attuali. Pur avendo una paura boia degli ospedali e dei medici, pur avendo optato per Lettere, immaginando per me impossibile le responsabilità e i rischi del loro compito (sbagliare una traduzione di Seneca non è paragonabile al confondere il polmone da operare), reputo quello dei medici uno dei lavori più belli al mondo. Ma pensate anche al numero sempre maggiore di esperti ippocratei pronti a spiegare ai politici che hanno permesso la loro formazione che i vaccini non sono il demonio e che non si è composti al 90% d’acqua.  Non voglio però essere uno di quei criticoni che si affannano ogni giorno contro l’attuale governo e che sostengono che questa sia solo l’ennesima mossa per pompare con iniziative impraticabili l’elettorato, in questo caso giovanile. Altrimenti cos’altro faranno? Daranno da bere agli ubriachi? Prostitute ai papponi? Cantieri agli anziani? Suvvia, siamo in Italia!

Domenico Antonio Capone

 

Redazione R.

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