Sabato 2 Marzo 2024

Oasi Lago Salso, chi saprà e potrà valorizzarla?

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Uno dei tanti temi che il neo Presidente del Parco del Gargano, Pasquale Pazienza, si è trovato a gestire, è stato lo scioglimento della Società Oasi Lago Salso SpA. Un luogo di straordinari ambienti incontaminati abitati da animali di rara bellezza. Il paradosso è che molti di noi che abitano a pochi chilometri da questo straordinario sito non ci hanno mai messo piede. Nel 2015, il Comune di Manfredonia trasferì la proprietà dell’86% delle quote che possedeva della società di gestione (non la proprietà dell’area) all’ente Parco Nazionale del Gargano che passò così dal 10% al 96% del pacchetto azionario del capitale. Artefice una legge sulla razionalizzazione delle società partecipate o più probabilmente la consapevolezza di non esser in grado di gestire l’Oasi, oltre che la città, come poi abbiamo potuto appurare. Il restante 4% della società era in mano al Centro Studi Naturalistici che, nonostante le sue scarse quote e grazie all’accondiscendenza dei soci maggioritari volutamente distratti, hanno goduto della gestione di progetti e finanziamenti piuttosto cospicui. Il comune di Manfredonia, il CSN e lo stesso Parco in passato non sono stati in grado di promuovere e tutelare quest’area, allora chi potrà farlo oggi? Secondo il neo presidente del Parco: “l’Oasi dovrebbe essere trasferita nelle mani dello stato, demanializzarla, ossia cederla alle funzioni dello stato affidandola a due soggetti: Carabinieri forestali per le funzioni di controllo ed Ente Parco Nazionale del Gargano per l’aspetto della gestione e valorizzazione. Quel sito non è gestibile dal Comune di Manfredonia poiché troppo costoso ed impegnativo. L’alternativa potrebbe essere quella di non sacrificare la proprietà del sito (lasciandolo nel patrimonio del comune di Manfredonia) cederlo però a delle funzioni di stato. Un bene pubblico gestito fino ad oggi in modo privatistico. È mancata una gestione come valorizzazione del sito per rendere fruibile l’aria”. Ipotesi sulle quali i Commissari straordinari ci vanno cauti poiché e nelle more della politica la scelta dell’eventuale alienazione di un bene così prezioso per il nostro territorio. Ma se la città non volesse “disfarsi” di questo territorio chi potrà sostenere le spese che lo stesso richiede per la manutenzione e per la sua valorizzazione? Il dibattito è aperto.

di Raffaele di Sabato

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