I BENI culturali di un territorio costituiscono un patrimonio formatosi nel corso del tempo e rappresentano e testimoniano la storia, la cultura, le tradizioni, la stessa identità di quel luogo. Sono beni materiali quali monumenti, siti archeologici musei, archivi e biblioteche, opere d’arte e così via, ma anche immateriali quali le tradizioni popolari, il dialetto, la musica, la cucina e la gastronomia, i mestieri e l’artigianato, fino ai beni paesaggistici e naturali. Hanno un valore affettivo, ma anche educativo, turistico e dunque economico.LA LORO conservazione, tutela e valorizzazione è un uno dei doveri del popolo di quel luogo, una dotazione da tramandare, magari accrescendone la consistenza, di generazione in generazione. Il che non avviene per una serie di fattori naturali e personali della comunità affidataria di quel patrimonio. Manfredonia ne è un esempio, in negativo: basti pensare alla distruzione delle mura fortificate che proteggevano la città; ma anche in positivo: per tutto valga la realizzazione del Museo nazionale archeologico allocato nel castello svevo-angioino-aragonese.
L’ARCHEOLOGO di ArcheoSipontum, Michele Basta, ne ha inventariati, di beni culturali locali, oltre duecento tra beni culturali materiali (il Castello-Museo, la basilica santa Maria maggiore di Siponto, il parco archeologico di Siponto, il complesso monastico di San Leonardo), immateriali (le feste patronali della Madonna di Siponto e di San Lorenzo, la festa del mare, particolari tradizioni), paesaggistici (l’Oasi lago salso, la spiaggia) e gastronomici con particolare riferimento al mare.
UN VENTAGLIO di beni tout court culturali che abbisognano di una speciale attenzione che è mancata a volte parzialmente, talaltra completamente. Un indirizzo che pare debba avere uno scossone positivo. A Palazzo San Domenico, sede del Municipio di città, si è tenuto un summit con argomento «avviare un percorso per la valorizzazione dei beni culturali», auspice l’assessora alla cultura delle Regione Puglia Viviana Matrangola. Un invito al quale hanno entusiasticamente risposto il sindaco Domenico La Marca, l’assessora al Welfare e cultura Maria Teresa Valente, l’assessore al turismo Francesco Schiavone, e l’assessora al demanio, Cecilia Simone, nonché il dirigente del settore Cultura, Maria Sipontina Ciuffreda, la responsabile dell’ufficio cultura, Anna Ciuffreda, e il coordinatore degli scavi archeologici di Siponto, Giuliano Volpe (da remoto), l’archeologo Michele Basta, per ArcheoSipontum, Michele Sacco della Pro Loco Manfredonia e padre Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, che ben rappresenta magna pars del patrimonio ecclesiastico del territorio.
«È STATO un primo proficuo incontro – ha commentato l’assessora Matrangola – cui ne seguiranno altri per predisporre un piano di interventi volti a valorizzare il ricco patrimonio culturale con una opportuna gestione». «Un confronto tra istituzioni e attori del territorio – ha rilevato l’assessora Valente – essenziale per creare sinergie finalizzate alla gestione dei beni culturali». E il sindaco La Marca, nel ringraziare l’assessora Matrangola per l’opportuno interessamento, ha sottolineato l’importanza dell’incontro «che pone solide basi per il futuro del nostro patrimonio storico e artistico».
Michele Apollonio
Articolo presente in:
News